CASTELLAMONTE – Dodici artisti in mostra al Centro Ceramico Fornace Pagliero, nell’ambito della rassegna “CHANGE Contemporary Ceramic Art”. Nomi selezionati tra i più significativi dell’arte ceramica, ciascuno proveniente da formazioni e culture diverse, che hanno studiato e preso contatto con la struttura architettonica che li ospita hanno individuato un proprio sito ideale per creare e inserire l’intervento. Si tratta di Silvia Calcagno, Terry Davis, Mariano Fuga, Gian Genta, Rita Miranda, Simone Negri, Brenno Pesci, Jasmine Pignatelli, Franco Rampi, Paola Staccioli, Paolo Staccioli, mentre una sezione a parte è dedicata al ceramista savonese Sandro Lorenzini, autore apprezzato non soltanto in Europa, invitato da Daniele Chechi, Direttore del Centro Ceramico, in qualità di “artista in residenza”.
“Change Contemporary Ceramic Art” è un titolo innovativo e forte è il messaggio che vuole lanciare: le potenzialità comunicative della ceramica nel mondo dell’arte contemporanea. Quella ceramica, figlia della terra, visceralmente ancorata alla materia nata come forma artigianale, prima ancora che artistica, per rispondere alle concrete necessità delle popolazioni. «In questo sta la sua energia – scrive Silvia Campese, curatrice del catalogo che accompagna la mostra – una forza ancestrale che trova nelle caratteristiche differenti delle terre, da paese a paese, la storia geologica dei luoghi. Ed è proprio la forte appartenenza all’esistenza del vivere concreto che, nell’immaginario, ha portato la ceramica su un binario parallelo a quello dell’arte pura, dovendo conquistarsi a fatica un posto nell’olimpo delle opere assolute, ma è stata sufficiente l’azione di grandi artisti per accendere i riflettori sulla forza concettuale che la terra sa tradurre. “Change”, è segno di rottura, un termine inglese che vuole creare una reazione forte, addirittura urtare lo spettatore che trova nella tradizione storica della ceramica un appiglio sicuro. La rottura concettuale passa attraverso l’urticante violenza del cambiamento che striscia sulla pelle dello spettatore, infastidito dall’obbligo di superare la pigrizia mentale per accostarsi a un’arte che impone di unire le percezioni sensoriali al pensiero.» Comune denominatore per gli artisti è la forza concettuale. «Una “vis” latina – ha continuato Silvia Campese – tanto più autentica perché passata attraverso la terra e la manualità compiendo un percorso inverso: la smaterializzazione dell’arte attraverso la restituzione del corpo. Il mezzo ceramico diviene la pelle e la carne della realtà attraverso cui raggiungere una dimensione “altra” tanto profonda quanto lo è la storia della materia utilizzata. La struttura della pelle, intesa, dunque, come ordito di fili che generano un pensiero astratto partendo dalla concretezza; la ruvidità della ceramica, che può essere levigata a tal punto da raggiungere la morbidezza della pelle umana, costituisce un momento tecnico attraverso cui l’artista passa, in un percorso obbligato, per raggiungere la forza di un concetto che nasce in modo intrinseco alla materia stessa, conquistando una potenza che non trova paragoni in altra forma artistica. “Change”, allora, come mutamento dello spettatore che modifica e rinnova il proprio modo di guardare e pensare l’opera, cercando la smaterializzazione del concetto attraverso la più cruenta fisicità che ha lottato, nei forni, col fuoco, gli smalti incandescenti, gli spifferi d’aria. “Change” come cambio di valuta, dove l’artista riceve dalla terra e ridà un’idea, restituendo all’arte un corpo, che altrimenti non potrebbe essere superato.»
Il visitatore, attraverso il percorso all’interno della Fornace Pagliero, potrà venire a contatto con le forme più innovative e sperimentali della ceramica, a partire dalle tecniche, passando per l’intersezione con altri linguaggi propri dell’arte contemporanea, come la fotografia e il video.
Sandro Lorenzini, “artista in residenza”
Ad introdurre la sezione dedicata a Sandro Lorenzini è il Direttore del Seminario Superiore di Arti Applicate/MIAAO, Enzo Biffi Gentili. Lo fa parlandone come formatore, non come plasticatore, individuando nell’artista uno dei rarissimi italiani che possono presentare impressionanti referenze, invitato nel 1984 da Peter Voulkos a lavorare alla Berkeley University e alla California State University a San Josè, siti mitici dell’innovazione ceramica del secolo scorso; o nel nuovo secolo chiamato in Giappone all’Istituto di Studi Ceramici della Fondazione del Parco Culturale Ceramico di Shigaraki dove va rilevata la presenza di studi e laboratori dove vengono ospitati artieri internazionali, solo per citare alcuni esempi. Lorenzini, a differenza di altri artisti partecipanti, ha realizzato quasi tutte le opere presenti alla Fornace Pagliero, invitato dal Direttore Daniele Chechi, in qualità di “artista in residenza”. «La sua esperienza alla Pagliero – sottolinea Enzo Biffi Gentili – rappresenta uno dei pochi tentativi, tanto più meritorio in quanto sostenuto da un privato, di reagire anche in Italia al disastro della didattica e della formazione nel settore delle arti applicate contemporanee, all’assenza o al diradarsi di laboratori specializzati in Università, Politecnici, Accademie e persino in quegli istituti d’Arte che, “promossi” a Licei Artistici rischiano in realtà di degradarsi. Un’esperienza che consiste nella suggestiva proposta operativa di privilegiare, rispetto ad una tradizionale funzione espositiva, quella innovativa di centro di formazione ed erogazione di idee progettuali per il territorio regionale, e per i giovani artieri.» Da qui la proposta di Biffi Gentili alla Regione Piemonte di favorire occasioni come il percorso alla Fornace, di confronti e rapporti culturali e progettuali tra artigiani locali e artieri di chiara fama nel settore delle arti applicate a livello italiano ed europeo. «L’apporto di questi ultimi – continua Biffi Gentili – invitati a lavorare in terra subalpina o altrove, potrà, al contrario delle solite incursioni di designer troppe volte privi di cultura tecnico-materiale o di artisti presuntuosi, davvero riqualificare i mestieri dell’arte.»
CHANGE CONTEMPORARY CERAMIC ART
28 luglio 2012–7 ottobre 2012 (ingresso euro 5)
Inaugurazione: 28 luglio 2012, ore 18 (ingresso libero)
orari: martedì – mercoledì – giovedì – venerdì ore 16/19
sabato – domenica ore 10/12,30 – 15/19
info: tel. 0124 582642 – www.fornacepagliero.it
Centro Ceramico Fornace Pagliero
Frazione Spineto, 61 – Castellamonte (TO)